IN SINTESI

Le voci che fanno il prezzo di un trasporto
Due trasporti con gli stessi chilometri possono costare in modo molto diverso. Oltre alla strada contano il tempo che il mezzo passa fermo, l'attrezzatura che deve avere, il viaggio di ritorno e gli obblighi legati alla merce.
| Voce | Perché pesa sul prezzo |
|---|---|
| Percorso e chilometri | Carburante, usura e ore dell'autista crescono con la distanza. |
| Ritorno a vuoto | Senza un carico per rientrare, anche il ritorno può finire nel prezzo. |
| Pedaggi | Dipendono dagli assi del veicolo e dai chilometri in autostrada. |
| Tipo di mezzo | Gru, sponda, telonato o portacoils hanno costi di esercizio diversi. |
| Carico completo o collettame | Si paga il mezzo intero oppure lo spazio occupato. |
| Attese e tempi di carico | Ogni ora di fermo pesa; dal 2025 l'attesa oltre la franchigia ha un indennizzo di legge. |
| Merci pericolose (ADR) | Servono conducente formato, dotazioni a bordo e documenti specifici. |
| Orari e divieti | Finestre strette e giorni di divieto cambiano l'organizzazione del viaggio. |
| Valore della merce | Oltre il limite di responsabilità del vettore, la copertura si concorda a parte. |
Percorso, pedaggi e tempi di guida
La distanza resta la base di quasi ogni preventivo. In autostrada il pedaggio dei mezzi pesanti dipende dalla classe del veicolo, stabilita in base al numero di assi, e dai chilometri percorsi; sulle tratte a sistema aperto si paga una tariffa fissa. La tariffa cambia anche con il tratto e con il gestore. Il peso della merce non entra nel calcolo.
Sulle tratte lunghe pesano i tempi di guida. Il Regolamento (CE) 561/2006 consente al massimo 9 ore di guida al giorno (10 per non più di due volte a settimana), con una pausa di almeno 45 minuti dopo 4 ore e mezza e, di norma, 11 ore di riposo giornaliero. Se il viaggio non sta in una giornata servono una notte di sosta o due autisti, e il costo sale.
Mezzo e attrezzature: gru, sponda, telonato
Il mezzo si sceglie guardando la merce e il punto di scarico. Un telonato porta molti pallet e si carica dal fianco con il muletto. Una motrice con sponda idraulica scarica da sola a livello strada, una con gru posa il carico anche oltre un ostacolo. Il mezzo sbagliato alla fine costa di più, perché se all'arrivo manca il muletto bisogna tornare o chiamare un'autogru.
In un trasporto con gru conta soprattutto il lavoro sul posto: stabilizzatori, numero di sollevamenti, distanza fra camion e punto di posa. Se il mezzo deve occupare la strada, molti Comuni chiedono un permesso per il suolo pubblico. Fin dove arriva una gru lo spiega la guida su portata e sbraccio della gru su autocarro; il nostro servizio è il trasporto con gru radiocomandata.
Carico completo o collettame
Nel carico completo si paga il mezzo per un solo invio, che viaggia diretto. Nel collettame, o groupage, si paga lo spazio o il peso occupato, ma la merce passa da magazzini e smistamenti. Per pochi pallet standard di solito conviene il collettame; con molti pallet, merce delicata o un orario fisso, il carico completo.

Nel collettame va chiesto sempre il peso tassabile: molti vettori trasformano il volume in un peso convenzionale e fanno pagare il maggiore fra peso reale e peso da volume. Nessuna legge fissa il rapporto fra metri cubi e chili, che cambia da un vettore all'altro. Le due soluzioni sono confrontate nella guida carico completo o collettame.
Attese al carico e allo scarico: le regole dal 2025
Le ore davanti a un magazzino sono una voce spesso sottovalutata. Dal 21 maggio 2025 valgono regole nuove: il D.L. 73/2025, convertito dalla legge 105/2025, ha riscritto l'art. 6-bis del D.Lgs. 286/2005.
- la franchigia è di 90 minuti per ciascuna operazione, carico o scarico, e si conta dall'arrivo del vettore;
- dal 20 luglio 2025 nell'attesa rientra anche il tempo perso perché committente, caricatore o destinatario non sono pronti;
- oltre la franchigia committente e caricatore devono al vettore, in solido, 100 euro per ogni ora o frazione, rivalutati ogni anno sull'indice ISTAT FOI;
- l'indennizzo non spetta se il ritardo dipende dal vettore;
- è dovuto anche quando si superano i tempi di carico e scarico scritti nel contratto, se il superamento risulta dai documenti di accompagnamento o da altri documenti firmati.
Secondo una nota interpretativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 4 novembre 2025, i 90 minuti riguardano solo l'attesa, perché il tempo per caricare o scaricare si conta a parte, e l'indennizzo si paga per intero anche quando il ritardo non arriva all'ora.
| Tema | Fino al 20 maggio 2025 | Dal 21 maggio 2025 |
|---|---|---|
| Franchigia | Fino a 2 ore, da indicare nel contratto | 90 minuti per ciascuna operazione, dall'arrivo del vettore |
| Indennizzo | Legato ai costi definiti in sede di Osservatorio | 100 euro per ogni ora o frazione, rivalutati ogni anno |
| Chi paga | Il committente | Committente e caricatore, in solido |
| Accordi diversi fra le parti | Ammessi, se basati su accordi volontari di settore | Non richiamati dalla nuova norma |
Committente, destinatario o chi organizza le operazioni devono indicare al vettore luogo, orario e modalità di accesso; se non lo fanno, il vettore può provare l'ora di arrivo con la geolocalizzazione o il tachigrafo intelligente. Conviene scrivere nell'ordine la finestra oraria e i tempi previsti.
Merci pericolose, orari e divieti
Con una merce pericolosa cambiano gli obblighi, e quindi il costo. L'accordo ADR, nell'edizione 2025, di regola chiede un conducente con certificato di formazione (capitolo 8.2), l'equipaggiamento prescritto a bordo (8.1) e i documenti di trasporto previsti (5.4). Le classi di pericolo sono spiegate nella guida sulle classi ADR, il servizio nella pagina dei trasporti ADR.
Nei giorni festivi e in altri giorni fissati ogni anno da un decreto del Ministero, negli orari indicati dal decreto, i mezzi per il trasporto di cose con massa complessiva oltre 7,5 tonnellate non circolano sulle strade extraurbane, salvo deroghe. In città si aggiungono le regole di accesso dei Comuni.
Tariffe, valori del MIT e responsabilità per i danni
Dal 2015 non esistono più costi minimi obbligatori, e nei contratti scritti il prezzo lo decidono le parti. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pubblica ogni tre mesi i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto: sono un riferimento e diventano la base del prezzo quando il contratto non è scritto, oppure quando al contratto scritto mancano gli elementi che la legge richiede, come la clausola sul carburante.
Il contratto scritto deve prevedere l'adeguamento al carburante quando il prezzo del gasolio, rilevato ogni mese, varia di oltre il 2% rispetto al riferimento.
Resta il valore della merce. Nei trasporti nazionali il vettore risponde di perdita o avaria fino a 1 euro per chilogrammo di peso lordo (art. 1696 del Codice civile), salvo dolo o colpa grave; in quelli internazionali vale il limite della convenzione CMR, 8,33 diritti speciali di prelievo al chilo. Per merce di valore si concorda un limite più alto o un'assicurazione.
Cosa mandare per avere un preventivo preciso
Più la richiesta è completa, meno il prezzo cambierà dopo:
- indirizzi di carico e scarico, con eventuali limiti di accesso (ZTL, cancelli, orari del magazzino);
- data, finestra oraria ed eventuale appuntamento;
- tipo di merce, numero di pallet o colli, misure, peso lordo e se i pallet si possono sovrapporre;
- come si carica e si scarica (muletto, banchina, sponda, gru) e chi lo fa;
- per le merci pericolose, numero ONU e classe;
- tempi di carico e scarico, e il valore della merce se serve una copertura in più.
Con gli stessi dati due offerte si confrontano sulle stesse basi. Per scegliere l'assetto c'è l'elenco dei servizi di trasporto; per la richiesta basta il modulo dei contatti.
FONTI
Guida divulgativa: non sostituisce la normativa né la consulenza di un professionista. Norme aggiornate a settembre 2026.
Domande frequenti
Ti serve un preventivo?
Mandaci indirizzi, date, peso e misure della merce e dicci come si carica e si scarica: prepariamo il prezzo su questi dati.